Una significativa sperimentazione condotta dall’Università di Pisa a Carmignano ha mostrato risultati promettenti nella lotta contro il punteruolo nero del fico, un parassita che ha gravemente danneggiato le coltivazioni locali. Il progetto Newton, finanziato dalla Regione e in collaborazione con il Comune di Carmignano, ha rivelato che l’impiego di un fortificante naturale può incrementare la produttività delle piante di fico, rendendole più resistenti agli attacchi del parassita.
Dettagli della sperimentazione
Il progetto, sotto la direzione della professoressa Barbara Conti e della ricercatrice Linda Abenaim, si è svolto dal 1° marzo 2024 al 31 gennaio 2026. La ricerca si è concentrata sul parassita Aclees taiwanensis, responsabile di gravi perdite nelle coltivazioni di fichi secchi a Carmignano, dove la sua presenza ha ridotto la produzione tradizionale fino al 60%. La sperimentazione ha avuto diverse fasi, sia in laboratorio che sul campo. Inizialmente, è stato creato un allevamento del punteruolo nero per condurre i test, seguiti dall’analisi di sostanze volatili attrattive per gli adulti dell’insetto. In laboratorio, è stata poi verificata la tossicità di un ammendante contenente batteri, risultata però non significativa.
Prove sul campo e risultati
La fase cruciale si è svolta nei campi messi a disposizione dall’Associazione produttori fichi secchi di Carmignano a Comeana, che ha anche contribuito al finanziamento del progetto. Su un campione di 50 piante di fico – 25 trattate e 25 di controllo – è stato testato per 45 giorni un fortificante organico. I dati raccolti durante le raccolte di agosto 2024 e agosto 2025 hanno mostrato un risultato rilevante: le piante trattate hanno prodotto un numero maggiore di frutti rispetto a quelle non trattate. Nel 2024, la produzione media è stata di 60 frutti per pianta contro i 29 delle piante di controllo; nel 2025, i valori medi sono aumentati a 138 per le piante trattate e 110 per quelle di controllo. I ricercatori hanno osservato che, sebbene l’ammendante non abbia mostrato un’efficacia diretta nel controllo del parassita, ha migliorato la vigoria delle piante e la loro produttività, riducendo la vulnerabilità agli attacchi del punteruolo.
Prospettive e impatto sulla comunità
Risultati meno significativi sono stati ottenuti con le trappole organiche testate per attrarre il punteruolo, ma queste rappresentano comunque una base per ulteriori ricerche. Indicazioni positive provengono dalla sperimentazione su varietà di fico più resistenti, come la Madeleine deux Saisons, che ha dimostrato una maggiore reattività al punteruolo nero. I risultati della ricerca sono stati condivisi con il Consorzio del fico secco di Carmignano e con altri produttori locali. L’assessore all’Agricoltura Dario Di Giacomo ha evidenziato l’importanza di questa sperimentazione, affermando che i fichi possono essere protetti dal punteruolo e che la pianta di fico può essere salvaguardata, insieme alla sua produzione. Questo progetto segna un passo importante verso la sostenibilità e la resilienza delle coltivazioni locali, offrendo nuove speranze per il futuro dell’agricoltura a Carmignano.