“Gli acquedotti medicei e la piana di Asciano sono un patrimonio paesaggistico di grande valore che deve essere assolutamente protetto”. Con queste parole il sindaco di San Giuliano Terme, Matteo Cecchelli, esprime la sua preoccupazione riguardo a quello che definisce “l’ennesimo rischio di scempio paesaggistico sul territorio”. Il nuovo parco agrovoltaico, di cui Cecchelli è venuto a conoscenza recentemente attraverso una nota sull’avvio dell’iter autorizzativo, prevede un impianto fotovoltaico su un’area di 20 ettari situata in una zona agricola dietro la Via dei Condotti.
Richiesta alle istituzioni
L’appello del sindaco si rivolge a tutte le istituzioni coinvolte, in particolare alla Regione, l’ente che ha ricevuto il progetto. “Non approvate quel progetto”, ribadisce Cecchelli, “è fondamentale evitare il rischio di uno scempio paesaggistico”.
La posizione dell’amministrazione comunale
Il comunicato prosegue sottolineando che “l’amministrazione comunale farà la sua parte e si opporrà con determinazione, ma gli strumenti a nostra disposizione sono limitati”. Cecchelli riconosce il contributo del Comitato Taam, che tutela Asciano e gli acquedotti medicei, evidenziando come la dimensione ridotta del progetto potrebbe rappresentare un problema, poiché il percorso di approvazione è più rapido e semplificato, lasciando ai comuni poco margine di intervento.
Normativa e difesa del territorio
“I nodi rimangono sul tavolo e riguardano una normativa nazionale che deregola invece di regolare”, continua Cecchelli. “Ci troviamo costretti a difendere il nostro territorio con strumenti inadeguati, poiché le leggi attuali scavalcano sistematicamente i comuni, generando preoccupazione tra i cittadini e danneggiando le attività legate alla bellezza del nostro territorio”.
Verso una transizione ecologica sostenibile
Il sindaco precisa di non essere contro la transizione ecologica, purché avvenga in modo sostenibile dal punto di vista ambientale. “Non deve diventare un terreno di scontro tra interessi privati e tutela del territorio”.
Cecchelli formula quindi due richieste: la prima è rivolta al governo, chiedendo una modifica della normativa attuale che crea difficoltà ai comuni, restituendo loro il potere di decidere quali aree siano idonee per questi impianti. La seconda è indirizzata all’amministrazione regionale, affinché riprenda il percorso avviato nella scorsa legislatura per una legge regionale che metta al centro la tutela paesaggistica nella regolamentazione degli impianti fotovoltaici, contrastando così l’impatto della legislazione nazionale.