Sarà un Carnevale diffuso quello di Pisa, organizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’associazione Pisamo. Il cartellone prevede una serie di eventi dedicati a bambini e famiglie, con animazione, trucco, maschere, musica e dolci tipici. Gli appuntamenti si svolgeranno dalle 15.30 alle 18.30, partendo da sabato 7 febbraio in via Emilia, presso l’oratorio di San Bernardino, nella zona La Cella. Il secondo evento è programmato per domenica 8 febbraio in piazzale Donatello, nel quartiere Cep. Sabato 14 febbraio sarà la volta di piazza Ghezzi, nella zona di San Giusto-San Marco, e domenica 15 febbraio si proseguirà a Marina di Pisa, in piazza Viviani. L’ultimo appuntamento carnevalesco si terrà il martedì grasso, il 17 febbraio, in via Monte Rotondo a Riglione-Oratoio.
«Vogliamo celebrare il Carnevale portando le iniziative direttamente nei quartieri», afferma l’assessore alle politiche giovanili, Frida Scarpa. «Il nostro obiettivo è continuare un percorso di ascolto e vicinanza alle famiglie. Attraverso attività e momenti di intrattenimento, intendiamo far rivivere i quartieri e valorizzare il Carnevale come occasione di aggregazione e socialità per tutti. Le iniziative natalizie hanno riscosso un grande successo, con una partecipazione numerosa e soddisfacente da parte dei cittadini, che hanno apprezzato l’attenzione riservata anche ai quartieri più lontani dal centro. Questi eventi hanno favorito non solo un contatto diretto tra Amministrazione e cittadini, ma anche relazioni tra i residenti. In un’epoca caratterizzata da ritmi frenetici, eventi come questi rappresentano un’opportunità preziosa per ritrovare lo spirito di comunità e rafforzare i legami fondamentali per la qualità della vita».
«In aggiunta alle cinque date nei quartieri», prosegue Scarpa, «abbiamo previsto un evento nel centro storico, venerdì 21 febbraio in piazza delle Vettovaglie. Questo appuntamento nasce dal dialogo con imprenditori e esercenti della piazza, che ringrazio, e vedrà il coinvolgimento delle associazioni di categoria. L’intento è animare uno spazio centrale della città, offrendo attività per bambini e famiglie, per trasmettere un messaggio di riappropriazione positiva dei luoghi, rendendoli accessibili a tutti, non solo alla movida serale, ma a tutte le fasce d’età durante la giornata».
«Questi eventi», spiega l’assessore al sociale Giovanna Bonanno, «rappresentano molto più di semplici momenti di intrattenimento. Sono occasioni concrete per rafforzare i legami sociali. Il Carnevale, attraverso musica e gioco, diventa un mezzo per coinvolgere famiglie, bambini e anziani, rendendo il quartiere uno spazio di relazione. Riteniamo fondamentale affiancare alle politiche sociali tradizionali iniziative che favoriscano incontro e aggregazione. La socialità è cruciale per il benessere individuale e aiuta a prevenire isolamento e fragilità. Portare eventi nei quartieri significa affermare un’idea di città inclusiva, che valorizza gli spazi pubblici come luoghi di relazione e crescita. In questo modo, si costruisce una comunità più coesa e solidale».
«Dopo gli eventi di richiamo turistico», dichiara l’assessore al commercio e al turismo Paolo Pesciatini, «che hanno portato a Pisa l’Eurocarnevale con la partecipazione di artisti europei, abbiamo voluto pianificare un calendario che ripensasse il Carnevale come un momento di socialità nei quartieri. Questi eventi offrono un’importante opportunità anche per le attività produttive locali, creando un clima di festa che rafforza il legame tra commercio, territorio e comunità. È un modello già sperimentato con successo e che intendiamo continuare a sviluppare, poiché contribuisce a rendere la città più viva e attrattiva per i suoi abitanti. La scelta di distribuire le iniziative nei quartieri e sul litorale risponde alla volontà di essere presenti in modo capillare, valorizzando ogni area della città e promuovendo un’idea di sviluppo che integri turismo, commercio e qualità della vita. In questo contesto, il Carnevale diventa uno strumento per rafforzare il senso di comunità e far percepire Pisa come una città accogliente e condivisa».