L’Università di Pisa ha ufficialmente lanciato LAVA, il Literary Atlas of Volcanic and seismic Activities, un’iniziativa digitale all’avanguardia. Questo progetto ambizioso si propone di esplorare secoli di racconti riguardanti terremoti ed eruzioni, presentando una piattaforma interattiva che permette agli utenti di immergersi in come i disastri naturali siano stati narrati in epoche e culture diverse. L’atlante, frutto della sinergia tra studi geologici e ricerca umanistica, rappresenta un importante passo verso la fruizione di un patrimonio narrativo spesso riservato a esperti del settore. Coordinato dalla professoressa Biancamaria Rizzardi dell’Università di Pisa, il progetto è finanziato dal bando PNRR Return e si propone di aumentare la comprensione del rischio e della resilienza.
Il cuore del progetto
Il fulcro di LAVA è l’atlante interattivo, uno spazio visivo e relazionale che traduce in forma digitale l’essenza della ricerca. Le opere letterarie, in questo contesto, superano il loro ruolo di semplici testimonianze, diventando laboratori di emozioni e riflessioni, dove individui e comunità hanno affrontato paure, perdite e processi di ricostruzione. Ogni nodo dell’atlante collega eventi reali, come terremoti ed eruzioni, a simboli e metafore culturali, conseguenze storiche e sociali, e diversi linguaggi filosofici e poetici che raccontano il rischio, il trauma e la rinascita. Questo approccio crea un ecosistema narrativo che rende accessibile e condivisibile la complessità delle risposte umane di fronte a eventi estremi. La presentazione ufficiale della piattaforma, nella sua versione definitiva, si terrà a Pisa il 18 dicembre presso l’auditorium di *Palazzo Blu*, rendendo il portale pienamente navigabile online.
Convegno internazionale
Il lancio di LAVA coinciderà con il convegno internazionale “Il risveglio di Encelado. Un’indagine transdisciplinare sul rischio e il disastro geologico”, che si svolgerà all’Università di Pisa dal 17 al 19 dicembre. L’evento riunirà scienziati, scrittori e artisti, offrendo un programma ricco di lezioni magistrali, incontri letterari e una lezione-spettacolo. Interverranno relatori come David Alexander, Frank Westerman e Isak Winkel Holm, che esploreranno le iconografie del disastro nella storia dell’arte occidentale, le storie legate alla tragedia del lago Nyos in Camerun, e il “noir profetico” nell’opera di Kierkegaard. Inoltre, autori come Esther Kinsky ed Elleke Boehmer parteciperanno alla discussione sul rischio ambientale e la memoria delle catastrofi, affrontando temi che spaziano dalla percezione psicologica del rischio al racconto nei media e nel cinema, inclusi i nuovi sviluppi nella linguistica computazionale applicata alla vulcanologia e alle narrazioni dell’Antropocene.
Prospettive future
La professoressa Rizzardi sottolinea che LAVA non è un traguardo, ma un passo verso un obiettivo più ampio di divulgazione e sensibilizzazione. È cruciale continuare a impegnarsi nelle scuole, nelle università e nei centri di ricerca. Il progetto PRISMA, di cui LAVA è parte integrante, mira a trasformare la memoria della catastrofe in conoscenza, invitando a riflettere sul rischio come un racconto condiviso. In concomitanza con il convegno, sarà allestita una mostra, curata dal Sistema Bibliotecario di Ateneo, che presenterà opere provenienti dalle collezioni, tra cui la *Naturalis Historia* di Plinio e il commento di Landino alla *Divina Commedia*. La mostra, visitabile dal 18 dicembre al 30 gennaio presso la Biblioteca di Italianistica e Romanistica del Polo 6, offrirà anche testimonianze letterarie e scientifiche, con opere di Voltaire e Humboldt, oltre a una sezione dedicata agli eventi sismici locali.